Prima squadra

- ESCLUSIVA - Navarra a PS24:" Il calcio un po' mi manca. Sul Pescara e Sebastiani.."

Parla in ESCLUSIVA a PS24 l'imprenditore laziale che in estate ha trattato l'acquisto del Pescara

27.02.2025 00:02

A CURA DI MATTEO SBORGIA 

 Rosettano Navarra é un imprenditore di 67 anni che gestisce da 30 anni, assieme al fratello Bruno, la Navarra spa, un'azienda che si occupa della gestione dei rifiuti del comune di Ferentino (Frosinone), suo paese natale.  Nel 2021 la Navarra Spa ha fatturato 37 milioni e 358 mila euro. Ma Navarra è conosciuto anche nel mondo del calcio per via delle varie esperienze che ha avuto. Ripercorriamo alcune delle sue tappe salienti.  Da Frosinone, passando per una breve parentesi a Livorno per  poi arrivare al Pontedera. Ha lasciato il club toscano a fine maggio 2024. Tra fine giugno e inizio luglio dello stesso anno il suo nome è stato associato al Pescara. Al fine di comprendere come  andarono le cose, a distanza di mesi,  noi di Pescarasport24, lo abbiamo intervistato in ESCLUSIVA. Il 67ettenne laziale non si  è sottratto ai nostri quesiti ai quali ha risposto con dovizia di particolari spiegando  anche la sua visione del calcio, ambito  nel quale vanta un'esperienza notevole. 

Cos'è mancato a Rosettano Navarra per diventare lo scorso luglio proprietario del Pescara: perchè non è stata trovata l'intesa economica?

“Non è stata trovata perchè ho saputo dopo, che il ritardo con cui mi sono stati inviati dei documenti fosse dovuto al fatto che c'era un'altra trattativa esclusiva con un Fondo. Si è arrivati a fine giugno con le squadre che ormai partivano per i ritiri. Per quanto mi riguarda appena ho ricevuto i numeri, sulla base degli incontri avuti con il presidente Sebastiani, ho formulato la mia proposta. A quel punto lui ha tirato in ballo  le proprietà della società come alberghi, ex  contratti di campi ecc. Io sono stato chiaro fin dall'inizio: se mi sposto  siccome non abito a Pescara, non posso pensare,  visto che la società ha un padrone ,di mandare via dalla sera alla mattina il precedente gruppo di lavoro che ha gestito il club fino a quel momento. A parte ciò, a mio parere Pescara ha tutti i canoni per essere la piazza giusta dove poter far calcio per tanti motivi… L'accordo era che io subentravo nella gestione della prima squadra prestando massima attenzione al risultato sportivo,  lasciando a lui quella del settore giovanile. Tutto quello che mi è stato proposto dopo era inappropriato rispetto ai discorsi che avevamo fatto. Per queste ragioni, essendo già ai primi di luglio, non c'è stato neanche il tempo di arrivare a un accordo.."

A quanto ammontava  la precisa richiesta in termini economici del presidente Sebastiani per cedere il club biancazzurro e quando ha capito lei che la trattativa non sarebbe andata in porto?

“Non c'è stata una richiesta vera e propria. Bisogna dire le cose come stanno.  La società Pescara, come tante altre ma non tutte ha un discreto debito con l'erario che si sta pagando in base alle dovute scadenze stabilite con lo stesso. Questo è già un punto che riguarda diversi milioni. Detto questo, chi subentra in una squadra di Lega Pro perchè è di questa categoria che si parla, deve secondo me pensare necessariamente a portare la squadra quantomeno uno scalino sopra per quanto mi riguarda perchè altrimenti tutti le chiacchiere stanno a zero. Diverso è il discorso per lui che vive lì e forse esercita questa attività per la maggior parte dell'anno, della giornata, per me non è così. A mio parere la cosa principale è portare il Pescara in B e anche oltre e per fare questo ci vogliono delle risorse. Io le risorse le metto nel club e quindi non sto a pagare una quota a tizio o a caio, perchè gli stessi hanno già gestito la società in A e B e quindi le cose che dovevano fare in positivo e negativo le hanno fatte negli anni che hanno avuto a disposizione. Oggi che la squadra è una categoria in cui non merita di stare, l'investimento va fatto esclusivamente per farla risalire. Le mie risorse non le darò mai in mano a Sebastiani o a un altro, ma le avrei messe nel club per cercare di raggiungere e centrare l'obiettivo. E su questo io non volevo che fossi seguito da lui per le quote che rimanevano di sua proprietà. Questo è il discorso. Ecco perchè non c'è stata una richiesta o un prezzo. Avevamo parlato di percorso insieme per un periodo finalizzato al miglioramento del budget del club per quanto atteneva la prima squadra e il resto lo si sarebbe visto più avanti..”

Lei comunque conferma di aver fatto un'offerta a Sebastiani? 

"Certamente, la mia proposta c'è stata. Ed è stata una proposta chiara rispetto proprio alle cose che mi sono state dette da lui. Sebastiani aveva detto pubblicamente che, proprio perchè c'erano dei debiti correnti(come accade dappertutto) e anche vecchi,  lui avrebbe ceduto le quote a titolo nominale. Così aveva detto e così io ho fatto. Mi aveva chiesto di investire una cifra diretta o indiretta con le mie società per aumentare il budget e io quello ho fatto. Quindi in definitiva un'offerta dettagliata tenendo conto di quanto detto sopra c'è stata. Poi lì lui ha tirato fuori queste proprietà che ammontano a x milioni, ma voglio dire che uno non viene a Pescara per comprarsi l'albergo dove dormono i ragazzi, un pezzo di terreno o un appartamento che è intestato al Pescara non si sa per quale motivo.."

Sarebbe disposto a valutare di nuovo un suo ingresso all'interno della compagine societaria degli abruzzesi nel prossimo futuro?

“ A me ad oggi non ha chiamato nessuno. Il discorso è molto semplice. Daniele Sebastiani è una persona con cui mi sono trovato benino a parlare. Ho avuto modo di immedesimarmi in lui. Mi ha raccontato di aver preso questa società insieme ad altre 20 persone e di essere rimasto poi da solo a gestirla, abitando lì secondo me la vive come parte della propria vita e della propria attività, quindi non è facile togliere a una persona tutto questo.  Semmai entrerà nell'ordine di idee di spersonalizzare la sua persona dalla società, ripeto Pescara è una piazza che risponde a tanti requisiti della mia prossima squadra: è vicina, ha blasone e  una storia che non devo certo spiegare io, però non credo che abbia raggiunto questo convincimento e di conseguenza preso questa decisione di ragionare in maniera un po' più distaccata dal fatto di considerare questa come la propria casa. Se lui è così, dunque legato al club che ormai vede come un pezzo della sua vita e forse anche di più di un pezzo, diventa difficile fare proposte. Per come sono fatto io, invece, al giorno d'oggi è tutto in vendita. A mio avviso una società di calcio è per gran parte di proprietà della gente, della provincia e della regione dov'è ubicata. I presidenti passano, si succedono, ma ciò che resta è questo. Ecco perchè non mi sono mai affezionato più di tanto ai club in cui sono stato. Intendiamoci, quando entro in una società mi impegno al massimo dando anima e corpo, affezionandomi anche alla stessa ma sostanzialmente riesco ad avere la testa più libera, perchè sono cosciente del fatto che avere un sodalizio non è come acquistare un palazzo dove far abitare magari i propri familiari. Gestire una squadra di calcio è diverso: a occuparsene deve essere chi in un dato momento storico riesce meglio a farlo. Sebastiani ha avuto dei buoni risultati, adesso non li sta avendo. Dovrebbe farsi qualche domanda, ma resta il fatto che è lui il proprietario. Dunque dovrà dettare le regole a chi vorrà avvicinarsi. Non devo fare io le regole a casa degli altri.  In definitiva dico che dipende da lui decidere, semmai vorrà, di condividere o lasciare spazio a un altro"

A questo proposito va ancora avanti il lavoro dello Studio Salvador di Trieste che è stato incaricato da lei per effettuare una due diligence approfondita circa i bilanci del Pescara?

“No, a dire la verità non è mai iniziato. Io mi sono impegnato a rispondere tutto il mese di giugno educatamente anche ai suoi colleghi che mi cercavano, pur non avendo notizie certe da  parte sua perchè tutto era ancora legato come le ripeto a un'esclusiva data a un'altra società, quindi quando tra fine giugno e i primi di luglio ho potuto formulargli un'offerta scritta e Sebastiani mi ha immediatamente detto che c'erano da valutare anche altre cose, a quel punto per uscire dall'impasse si è detto che saremo andati avanti ma di fatto eravamo d'accordo di non fare nulla, perchè da metà luglio si sarebbe forse  arrivati a agosto, settembre, ottobre. Le carte se si  vogliono guardare occorrono cinque giorni. Bisogna mettere tutto sul tavolo e allora si fa presto. In quel momento i giochi cominciavano a essere fatti. Dire di andare avanti con la due diligence è stato un modo per chiudere il cerchio, perchè poi come ho detto non si è fatto mai nulla.."

 

A Rosettano Navarra quanto manca il mondo del calcio, risponde al vero l'indiscrezione secondo la quale le è stata offerta la Triestina: conta di acquistare  presto un club?

“Guardi, dopo aver chiuso il discorso con il Pescara, non le dico da quanti club(anche dello stesso girone del Delfino) sono stato chiamato. Ci sono purtroppo tante società in vendita, ma siccome non voglio passare come quello per cui qualsiasi club che è in vendita si abbina al nome mio, non ho voluto neanche parlare con questi interlocutori. A me il calcio manca ma relativamente. Prima o poi farò un'altra esperienza in una piazza importante per minimo tre anni e avendo  obiettivi ambiziosi. Sarebbe l'ideale chiusura del cerchio per me nel mondo del calcio. Non ho fretta, voglio scegliere con calma la squadra giusta. Anche perchè, se volessi, avrei la possibilità di rientrare immediatamente. Diciamo che non devo e non voglio sbagliare la scelta. Trieste è una piazza importante che come per il Pescara non c'entra nulla con questa categoria. Il 27 luglio dello scorso anno  parlai con il Fondo al quale dissi che loro non sarebbero andati da nessuna parte con quella squadra e con quella politica. Si fecero una risata. Io risposi che non era quello il modo giusto  di programmare quello che dicevano loro.   Da allora mi hanno chiamato almeno dieci altre volte facendomi delle proposte anche indecenti, ma ormai lì la situazione è stata massacrata e diciamo che si è perso il momento giusto. Ma non è solo la Triestina ci sono state almeno altre tre, quattro società importanti che mi hanno cercato…”

Commenti

Date e orari dalla 14° alla 19° giornata di ritorno. Ufficiale
Accesso allo stadio per Milan Futuro - Pescara: importante info