
Baldini: "Faccio giocare chi corre"
"Bravo il Pineto, ci ha battuto 3 volte su 3. Il calcio è questo"
A Rete8 il commento di mister Silvio Baldini: “Il calcio è questo, uno sport che ti condanna quando ti dovrebbe premiare. Bravo il Pineto, che in 3 partite contro di noi ha vinto 3 volte. Il Pescara avrebbe meritato di più stavolta rispetto alle prime due gare, pazienza. Dobbiamo pensare alla partita di mercoledì e non a piangerci addosso, la prestazione non è stata negativa come quella di Sestri ma dobbiamo accettare il verdetto del campo. Gli episodi? Inutile recriminare, potevamo sfruttare meglio delle situazioni, anche nel primo tempo, ma abbiamo trovato solo una traversa con Meazzi. Non è stata una partita esaltante, ma ci può stare. Le scelte iniziali? Cerco di far giocare quelli che corrono di più, il calcio è dinamismo, verticalizzazione e attacco degli spazi. Siamo stati campioni d'inverno facendo queste cose, adesso le facciamo meno bene. Ho dei parametri che seguo e faccio giocare chi corre, stasera (ieri per chi legge, ndr) hanno giocato alcuni e mercoledì giocheranno altri. Dobbiamo cercare di fare il meglio possibile, inutile parlare di terzo posto o di obiettivi. La squadra deve avere autoconvinzione e fiducia di fare qualcosa di importante, altrimenti non fai nulla. Dobbiamo ricercare un po' di freschezza mentale, pensate alla Lucchese che ha fatto 4 gol alla Ternana perchè era libera di mente”. Ieri sera sugli spalti era assente il presidente Sebastiani, febbricitante, in tribuna accanto all'omologo Brocco c'era il sindaco Carlo Masci: in mixed zone non si sono presentati esponenti del club. Ha preso così la parola Gaetano Letizia: “Rispetto a Sestri abbiamo fatto una buona partita, gli episodi sono stati decisivi, vedi la traversa e l'occasione di Merola. Parleremmo di un'altra partita. Il calo di concentrazione, che è una cosa mentale, ha fatto la differenza. Raggiungere il terzo posto non è impossibile. Siamo una buona squadra e un grande gruppo, bisogna fare però la differenza negli ultimi metri”. Luciano Rapa
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