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Il calciomercato non dorme mai. Frase fatta, facile a dirsi in determinate circostanze. Eppure in questi ultimi giorni si intrecciano voci di possibili trasferimenti per la prossima finestra di mercato: da Mancuso a Sorrentino, l’obiettivo del Pescara è quello di poter dare a mister Zeman una squadra di livello e talentuosa per poter ripartire alla grande in Serie B. In esclusiva per PescaraSport24, abbiamo contattato Ottavio Palladini per un parere su questo deludente campionato biancazzurro e per un giudizio sui due calciatori sopracitati e non solo, che sono stati allenati proprio dall’ex mister della Sambenedettese.

Per quanto riguarda il Pescara di quest’anno: secondo lei perché questo tonfo clamoroso, addirittura una stagione per ora peggiore di quella di cinque anni fa.

Dare giudizi da fuori non è semplice. Quello che posso dire è che specie all’inizio la squadra di Oddo ha offerto grandi prestazioni e ha raccolto meno di quello che avrebbe meritato. A livello offensivo purtroppo chiunque ha potuto notare che non aveva calciatori di categoria, che potessero permettere di raggiungere l’obiettivo. E’ anche normale che quando perdi ogni domenica, tutte le cose positive fatte vedere svaniscono e arriva lo sconforto. Sapevo che il Pescara avrebbe dovuto giocarsi la salvezza con altre quattro – cinque squadre ma non mi aspettavo che si sarebbe staccato così facilmente.

Secondo lei il Pescara ha fatto bene a cambiare rotta e prendere Zeman in panchina?

Zeman è una garanzia, soprattutto in serie B. Per il progetto del Pescara, che punta alla valorizzazione dei giovani, credo sia uno dei migliori sulla piazza. Io condivido molte scelte della gestione Sebastiani: è normale che si fanno cose giuste ed altre meno, nessuno è perfetto: il presidente ha costruito qualcosa di importante nel settore giovanile, ha valorizzato tanti giocatori e in Serie B è stato sempre al vertice o nelle prime posizioni. Zeman può essere la persona giusta per vincere il campionato.

In questi ultimi giorni circolano insistenti le voci di un doppio acquisto biancazzurro: Mancuso e Sorrentino, di proprietà della Sambenedettese. Per lei che li ha allenati, che tipo di giocatori sono?

Per caratteristiche Mancuso è simile a Callejon del Napoli, con il dovuto rispetto (ride ndr). Riesce a fare le due fasi in maniera eccezionale, ha corsa, quantità e sacrificio. E poi soprattutto è molto bravo negli inserimenti e nei tagli alle spalle dei difensori: ogni partita si ritaglia le sue occasioni. Sorrentino è una punta di quantità e deve lavorare molto sotto l’aspetto tecnico, però anche lui è un calciatore di prospettiva e che può esplodere con gli insegnamenti di Zeman. Mi permetto di dire che Mancuso è più avanti, anche a livello anagrafico, e questo gli permette di avere più esperienza in determinate situazioni.

Una domanda su Alessio Di Massimo che tornerà alla base dopo questa stagione. Può essere un calciatore importante in un modulo come quello zemaniano o secondo lei farà fatica ad esprimersi?

Dipende molto da lui. Per me è un giocatore che ha belle doti, tecniche e fisiche. In questo momento però non è in grado di prendersi quelle responsabilità che gli sono state date. E’ un giovane che deve crescere tanto e con Zeman può fare il salto di qualità che gli auguro.

Ci sono calciatori interessanti che ha visto in queste stagioni di Lega Pro e che consiglierebbe fortemente al Pescara?

In questi campionati ne ho conosciuti davvero tanti: uno che mi ha impressionato, anche se non giovanissimo, è stato acquistato dal Trapani e si chiama Federico Maracchi, un centrocampista che ha gamba, fisico e fiuto del gol con splendidi tempi di inserimento. Ho visto molto bene anche Fabbro del Bassano, attaccante classe 1996 di proprietà del Milan e soprattutto Ettore Gliozzi del Sudtirol (1995), che in questa stagione è già in doppia cifra di gol.