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Alla data fissata per l’apertura del calcio mercato invernale – martedì 3 gennaio, e scadenza alle 23.00 del 31 – la società biancazzurra andrà già a depositare il contratto di trasferimento dell’atalantino Guglielmo Stendardo. 

Avrà pensato bene il presidente Sebastiani, di avvalersi oltre che di un navigato difensore centrale anche di un laureato in Giurisprudenza, conoscitore delle regole della convivenza sociale, stante le trasversali difficoltà che attraversa il caso Pescara.

Stendardo, napoletano 35enne, era già stato indicato come possibile arrivo negli ultimi giorni del mercato estivo ma le difficoltà di liberare l’organico di qualche centrale di troppo e la necessità di un centrale di piede mancino, avevano raffreddato l’operazione. Gli stampati federali da validare in Lega, sono stati compilati e convalidati, rimane la consegna, e il giocatore, se Oddo lo riterrà, potrebbe essere inserito nella formazione che alle 15 di domenica 8 gennaio sarà opposta all’Adriatico alla Fiorentina, e per lui la seconda volta che sarà alle prese con i gigliati. Nella stagione in corso, infatti, una sola presenza, valutata dalla Gazzetta, testualmente, “una bella iniezione di esperienza per la linea difensiva” quando Gasperini, all’inizio della ripresa di Fiorentina – Atalanta (0-0), lo inserisce al posto di un “nervoso e insicuro” Caldara, e unitamente a Toloi riduce ai minimi termini Kalinic e Babacar.

Bisogna tornare indietro di quasi vent’anni per ritrovare uno Stendardo così ai margini, ma li era un’altra storia perchè quella stagione, 1997-98, era per lui l’esordio in serie A, nelle file partenopee, in Napoli – Bari. Il suo itinerario calcistico l’ha fatto approdare alla Sampdoria, Salernitana, Catania, Perugia, Lazio, Juventus, Lecce, e Atalanta, con il recente impiego in Fiorentina – Atalanta ha raggiunto il traguardo delle 400 partite (228 in A, 127 in B, e il resto in Coppe varie) accompagnate, il che non guasta, da 19 reti, motivo per cui per i fantacalcisti, Stendardo è stato da sempre, profilo ideale di difensore. La sua notevole stazza lo rende versato per il gioco aereo, e se tale dovesse confermarsi, potrebbero attenuarsi i pericoli da palle inattive per il Pescara. Di lui si ricordano anche alcune disavventure per “diversità di vedute” con alcuni suoi allenatori, Delio Rossi, Davide Ballardini, Edy Reja, a testimonianza di una spiccata personalità. Ma garantisce per lui, il suo nuovo tecnico Massimo Oddo, anche lui “Dottore” ed insieme, due quarti della difesa laziale dal 2005 al 2007. 

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  • Antonio Bigogi

    Premetto che nessuno sa se il Pescara si salverà o meno,nè se gli innesti che la società farà saranno quelli giusti. A me, esiliato da oltre 40 anni in Treia, tifoso del Pescara da sempre, (una prima partita che ricordo d’aver visto al Rampigna è un amaro Pescara-Reggina), leggere i commenti di qualcuno che si spaccia d’essere tifoso mi mette una grande tristezza, perchè non sanno quello che dicono.
    Bravi tutti allenatori, tutti direttori, tutti commercialisti, continuate pure così, bravi.
    Siete fregn.

  • Alfonso Del Pizzo

    Mister ma a Biraghi quando glielo insegni che non deve mai lasciare scoperto sui cornerv e sulle punizioni il suo lato sinistro dell’area di rigore!Continuiamo sempre cosi ormai siamo stanchi noi tifosi di vedere sempre gli stessi errori difensivi che lo ripeto non ci faranno mai vincere una partita di campionato!