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Ed eccola qua la sfida da non fallire. La partita che può valere una bella fetta di salvezza. Perdere vorrebbe dire essere scavalcati in classifica e vedere come un miraggio forse irraggiungibile l’obiettivo stagionale. Non si potrebbe parlare di una retrocessione anticipata – non si può retrocedere a dicembre – ma di certo uscire a capo chino al novantesimo comprometterebbe – e di molto – le chance.

Crotone – Pescara, tanto in Calabria quanto in Abruzzo, è la Partitissima. Quella che può decidere davvero il destino di entrambe. Le pressioni sono maggiormente sulle spalle dei pitagorici, che devono sfruttare in pieno il turno casalingo per potersi rilanciare. Il Pescara, memore anche della lezione ricevuta a domicilio dall’Empoli, può accontentarsi di un pari che lascerebbe le distanze immutate e darebbe una buona iniezione di fiducia al gruppo. Ma guai a perdere, allo Scida come a Palermo nell’ultimo match del 2016: sono queste le due partite chiave e saranno intervallate dalla gara interna con il Bologna, quella che farà chiudere i battenti all’Adriatico – Cornacchia per questo anno solare e che dovrà portare punti pesanti. Necessariamente. I prossimi 270′ di gioco possono valere un’intera stagione. Ed è importante che la piazza ne sia consapevole.

Il Pescara si accosta alla sfida di Crotone dopo aver interrotto una striscia negativa di 6 ko in campionato e avendo sul groppone anche la brutta eliminazione in Coppa Italia per mano dell’Atalanta. I biancazzurri hanno portato a casa un punto di orgoglio, guadagnando su tutte le altre dirette concorrenti che sono uscite sconfitte dai rispettivi match (tutti in trasferta e tutti sulla carta più difficili rispetto a quello di Benali e soci). Questo è uno dei due aspetti positivi dei 90 minuti di ieri, l’altro è il carattere mostrato dalla squadra che ha cercato, sudato, voluto e alla fine trovato un pareggio che Oddo ha salutato come una vittoria. Che sia la svolta? Che sia stata la gara che, pur senza portare a casa il primo successo sul campo, abbia finalmente sbloccato il gruppo?

L’auspicio è questo, ma non si possono tacere alcune considerazioni.

Dopo 15 partite il Pescara è ancora a secco di vittorie sul campo. Ha collezionato cinque pareggi, tre dei quali colti in superiorità numerica (due in 11 vs 9 e due di questi in casa). Onestamente troppo poco.

Ed anche la gara con il Cagliari ha messo in luce i tanti problemi di una squadra volitiva ma confusionaria, in grado di trovare il gol solo all’ultimo respiro contro un avversario ridotto per 2/3 del match in inferiorità numerica ed incapace dal 30′ pt di recare vere insidie dalle parti di Bizzarri.

Ancora una volta sono emersi tutti i limiti tecnici, tristemente noti da tempo, di una squadra che a gennaio dovrà essere rimodellata con puntelli importanti. E le sfide di dicembre saranno determinanti anche per impostare la sessione invernale delle trattative. Arrivare al nuovo anno in grave ritardo significherebbe muoversi in un determinato modo, presentarsi nel 2017 con il Pescara pienamente in corsa per l’obiettivo, invece, comporterebbe ben altri tipi di investimento. Fermo restando che il club non potrà permettersi chissà quali acquisti, ma solo uomini funzionali al progetto, in grado di incidere da subito ma che possano rivelarsi importanti – in senso tecnico ed economico – anche nel medio-lungo termine. Ecco perchè dicembre è il mese più importante dell’anno. Ed ecco perchè “galleggiare” in questo mese e non “affondare” sarà determinante