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Sei ko di fila, nessuna vittoria sul campo in 14 partite e una gamma di problemi vari ed assortiti. Eppure non è tutto da buttare. Certo, i problemi ci sono e sono evidenti, ma per andare avanti bisogna guardare al futuro con fiducia e positività. Analizzando tutte le problematiche per poterle affrontare e risolvere, è ovvio, ma senza farsi travolgere e schiacciare da queste. Guardare il bicchiere mezzo pieno è ciò che si deve fare, insomma.

Il campionato è aperto, tutto può ancora accadere. E già questa è una nota positiva: il Pescara non è spacciato nonostante il lunghissimo digiuno dal successo e la striscia negativa.

Nel torneo a 4 per la sopravvivenza, infatti, nonostante sei gare senza portare a casa punti la situazione è rimasta praticamente immutata. Il regalo confezionato dal Sassuolo – ancora sub judice ma non dovrebbero esserci capovolgimenti – consente al Pescara di avere ancora dietro le spalle Crotone e Palermo e ad un tiro di schioppo l’Empoli, corsaro proprio all’Adriatico. Palermo, Empoli, Crotone e Pescara viaggiano tutte con il freno a mano tirato e la quota salvezza è bassissima, come forse mai accaduto in epoca recente nella massima serie. I biancazzurri in questo mese e mezzo senza portare punti a casa non hanno visto però le altre contendenti allontanarsi ed addirittura nel doppio turno esterno più difficile del torneo (quello contro Juve e Roma, le due corazzate del campionato) hanno visto un solo avversario guadagnare 1 punto in 180 minuti di gioco (il Crotone, che ha impattato allo Scida con la Samp). Il Pescara per punti fatti sul campo è ultimo – è sempre bene averlo a mente – ma bisogna fare i conti con la realtà della classifica attuale. E questa recita Pescara a quota 7.

Adesso, però, serve la svolta. Il campionato di A2 a quattro squadre non resterà fermo in eterno ed il mese di dicembre sarà cruciale con quattro gare fondamentali (anche per impostare il mercato). Le partite interne contro Cagliari e Bologna saranno importanti, ma decisive saranno le trasferte di Crotone e Palermo. Nei caldi campi del Sud non bisognerà perdere. Girare a 13/14 punti diventa assolutamente l’imperativo categorico per non rassegnarsi con larghissimo anticipo alla retrocessione.

Il secondo tempo dell’Olimpico rappresenta un buon punto di (ri)partenza. Con l’ingresso di Verre (ah, quanto è pesata la sua assenza come quella di altri interpreti importanti, al netto delle carenze strutturali della rosa…), la squadra ha ritrovato le certezze di un assetto tattico che sembra quello più idoneo ad un organico così allestito. Non è un caso che la scossa della ripresa sia coincisa con il “ritorno tattico al passato”, abbinata però a quella “spensieratezza” di chi non ha più nulla da perdere nella gara che ha permesso di liberarsi da un fardello psicologico pesantissimo. E’ un caso che il Pescara abbia offerto le prestazioni migliori contro avversari sulla carta impossibili (Napoli, Inter, Milan e, per metà match, Roma)? Certamente no, e non solo perchè le big non si arroccano in difesa, lasciandoti tempo, spazio e modo di manovrare (non solo in ripartenza). Tornando al modulo, il 5-3-2 probabilmente andrà in soffitta, ma non è stato un esperimento inutile e non è completamente da abortire: tornerà utile.

La prova di carattere ed orgoglio dei secondi 45 minuti di Roma non dovrà però essere fine a se stessa. Perdere si può, ovviamente, è il modo a fare la differenza. Ma con quello spirito difficilmente contro squadre alla portata il Pescara uscirà a capo chino dal campo. Bisognerà iniziare fare gol con continuità, chiaramente, ed anche sotto questo aspetto la gara nella Capitale è stata positiva, interrompendo una lunga astinenza. Ma sul mercato dovranno arrivare due punte vere. Basti pensare che il miglior attaccante del Delfino in questa stagione è ancora un certo…Gianluca Lapadula! Tre gol griffati, 1 al Palermo e due all’Empoli, che hanno indirettamente aiutato il Pescara essendo stati determinanti ai fini dei rispettivi ko di siciliani e toscani contro il Milan….

Unità di intenti, grinta ed un concreto “aiuto” dal mercato a gennaio: la ricetta per la salvezza non può prescindere da questi ingredienti. Il cammino è lungo e difficile, ma la meta può essere bellissima. #iocicredo