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Una proposta progettuale che coniughi le esigenze di conservazione dello Stadio Adriatico-Cornacchia nel rispetto del progetto originario dell’architetto Piccinato con quelle legate alla sostenibilità economico-finanziaria dell’intervento. E’ la combinazione ideale che il presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, ha auspicato per velocizzare l’iter che porterà, entro fine mese, ad individuare l’ipotesi progettuale migliore per la ristrutturazione dello stadio che nel 2009 ha ospitato i Giochi del Mediterraneo.

Un auspicio, quello del Presidente, espresso durante la riunione operativa che si è tenuta, questo pomeriggio, a Pescara, in Regione, ed alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco Alessandrini, il vicesindaco Del Vecchio, il presidente della lega di serie B Abodi, i rappresentanti di B Futura (società di scopo della Lega Nazionale Professionisti B per lo sviluppo infrastrutturale), il presidente della Pescara Calcio Sebastiani, il Sovrintendente dei Beni archeologici dell’Abruzzo Di Gennaro, il segretario regionale dei beni culturali Gizzi ed il presidente regionale del CONI Imbastaro.

“C’è una città, Pescara, – ha detto D’Alfonso – che intende rinnovare questo importante giacimento infrastrutturale-sportivo. Ci sono importanti autorità dello Stato che hanno competenza sul paesaggio e che vogliono fissare dei limiti circa le strutture che si potranno demolire e quelle da rinnovare. Ritengo – ha concluso – che si debba essere d’accordo sul fatto che questo nuovo stadio vada realizzato. Spetta ai progettisti individuare il punto di caduta”

Immagine di archivio

  • ale_pescara

    L’idea di un nuovo stadio a Pescara è in perfetta continuità con la sciagurata tradizione che ha visto i nostri amministratori distruggere le tante perle della nostra città per fare posto ad altrettante mostruosità spacciate per capolavori dell’ingegno e della modernità. Dalla diga foranea, che ci ha privato delle nostre spiagge, agli obbrobri che si sono affacciati su Piazza Salotto, i cui nomi di battesimo altisonanti (“porta del mare”, “huge glass of wine”) oggi sono soltanto sinonimo di vergogna per il nostro irrimediabile, sciatto e costoso provincialismo. Come oggi i pescaresi piangono e rimpiangono il Teatro Pomponi, l’aiuola con l’orologio, le palme e i cannolicchi, così domani probabilmente si troveranno a rimpiangere il glorioso Stadio Adriatico, unico vero spazio pubblico e verde, a disposizione di tutti i ragazzi della città per avvicinarsi allo sport e praticarlo in maniera sana e gratuita. Sostituirlo con un centro commerciale cammuffato da stadio? No, grazie, andate a fare i vostri affari sporchi da un’altra parte!

    • sandonato

      concordo pienamente bravo !

  • fabrizio

    la settimana delle chiacchiere questa e’ che avra’ il suo apice con renzi, se erano buoni amministratori facevano sistemare lo stadio definitivamente con i giochi del mediterraneo del 2009 appena 60 milioni di euro furono stanziati , mentre roma con sindaco veltroni mondiali di nuoto 90 milioni , si capisce perche’ volevano le olimpiadi. in sostanza solo chiacchiere , nuovi ospedali, nuovi porti, nuove line ferroviarie, ma con quali soldi ? quando pensate all’ordinario ?

  • sandonato

    Fossi io lascerei tutto com’è e lo andrei a fare da un’altra parte assolutamente lontano dal centro abitato in uno spazio più adatto e se necessario anche in un comune limitrofo ! tutto sommato la città potrebbe continuare a sfruttare questa struttura su cui non dimentichiamolo sono state spese diverse decine di milioni pochi anni fà in un altra maniera come per esempio concerti eventi sportivi internazionali e grandi manifestazioni ! Tra le altre cose bisogna considerare anche il fatto che a causa del vincolo architettonico che vige sulla tribuna l’opera finale potrebbe risultare anche non particolarmente gradevole dal punto di vista estetico ……..il nuovo stadio di udine ne è il fulgido esempio

  • sandonato

    visto che dovrà durare almeno 50 anni cerchiamo di farlo nel miglior modo ed il più comodo possibile

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