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Torna a grande richiesta la fortunta rubrica di PescaraSport24 curata da Sergio Di Sciascio, “I like football”. Nel numero odierno un particolare punto di vista in vista di Pescara – Samp. Buona Lettura!

Torna la serie A e l’Adriatico anticipa un incontro di medio – bassa rilevanza, Pescara – Sampdoria. Due formazioni che non riescono ancora a darsi un preciso connotato riguardo al ruolo che vogliono impersonare.

Entrambe erano partite con il piede giusto. I biancazzurri, alle prese con un calendario maldisposto, in assenza di risultati avevano comunque espresso un gioco in linea con il magistero di Oddo, mentre l’undici ligure nei primi due appuntamenti aveva centrato il massimo. Poi entrambe avevano dovuto correggere il tiro. Per la Samp fu impietoso il rigore di Totti a Roma, a tempo scaduto. Seguirono lo 0-1 in casa con il Milan (85’ Bacca), 0-2 a Bologna, 1-2 a Cagliari (83’ Melchiorri).

Quattro sconfitte consecutive ma il boss Ferrero non si era fatto prendere da cattivi pensieri. “Giampaolo è un uomo molto intelligente e professionale. Un grande allenatore e un grande lavoratore, diamogli tempo”. Difficile immaginare la sua reazione se il blucerchiato Fernandes non avesse riequilibrato al 95’ l’incontro casalingo con il Palermo.

Dal suo canto il Pescara non era riuscito a fare meglio e per entrambe la classifica non sorride alla vigilia dell’8° turno. Naturalmente gli obiettivi sono comuni per i due allenatori, Massimo Oddo e Marco Giampaolo, che aspirano a non pregiudicare vieppiù la classifica .

Il tecnico giuliese per me ha sempre rappresentato un punto di riferimento. Venne alla luce, il 2 agosto 1967, a Bellinzona da una famiglia emigrata in Svizzera: papà muratore, madre operaia in un’azienda. Insieme al fratello Federico, un altro passo, si dette al calcio al ritorno a Giulianova. Giocava davanti alla difesa. Una carriera marginale, cui rinunciò presto, a 29 anni, colpa della cartilagine della caviglia sinistra. Sapeva già che il suo futuro sarebbe stato quello di coach. “Quando giocavo mi preparavo per fare l’allenatore”. Andrea Iaconi lo portò a Pescara, e per iniziare mise a frutto le sue esperienze come osservatore e team manager. Delio Rossi in seguito lo utilizza come collaboratore tecnico, come Giovanni Galeone. “Due esperienze che mi hanno arricchito. A Galeone attribuisco anche la colpa di avermi abituato a frequentare locali stellati e,  mangiando, sorseggiare un buon vino”. Dopo Pescara torna a Giulianova alla corte di Adriano Buffoni, e poi a Treviso con Aldo Ammazzalorso. In seguito l’Ascoli che prima lo spedisce a Coverciano e poi, associato a Massimo Silva, siede sulla panchina bianconera. Era la stagione 2004-05. Sistemato il tesseramento, fa l’esordio in panchina il 21 novembre 2004 al “Ferraris” surclassato dal Genoa. Si trattò di un torneo dai mille contenuti; esauriti questi, per Giampaolo e il suo Ascoli fu promozione in A.  Per la cronaca,  in quel campionato ottenne due vittorie con il Pescara, 2-0 all’Adriatico 1-0 al Del Duca. Il Pescara a sua volta, retrocesso in C1, fu ripescato tra i cadetti. Nella massima serie guida i marchigiani alla salvezza, dando poi l’addio a una società e a un magnifico gruppo di compagni di viaggio per due felici stagioni. Poi Cagliari e con il padre-padrone Cellino il rapporto durò poco.

Un primo esonero e poi il ritorno nella panchina isolana. Raggiunge la salvezza e viene confermato da Cellino. Poi nuovo benservito. Il suo successore Sonetti non riesce a fare i miracoli auspicati dal presidente e il cellulare di Giampaolo torna a squillare. Ma la misura era colma. Il tecnico giuliese rinuncia al contratto e agli emolumenti che avrebbe dovuto riscuotere: ”Pur nella consapevolezza del danno economico che ne deriverà, rinuncio a tornare a Cagliari. L’orgoglio e la dignità non hanno prezzo”.

Nel giugno del 2009 un’altra vicenda che fece scalpore. Castagnini e Secco, dirigenti della Juventus, avevano pensato a lui per sostituire Ranieri. Tutto fatto: Giampaolo sarebbe stato il nuovo allenatore bianconero. Con l’aereo pronto per portarlo a Torino, arriva il fermi tutti! di Lapo Elkann che aveva stravolto i piani, spingendo per Ciro Ferrara. La sua carriera prosegue a Catania e Cesena. Poi Brescia, dove torna a interessare la pubblica opinione non per fatti calcistici. Anche qui si fa guidare dai suoi saldi principi morali, rifiutando il ritorno nella panchina delle rondinelle avendo riscontrato inadeguato l’atteggiamento della società riguardo alle vicende degli ultras bresciani. Prima di scendere in B con il Brescia, era stato tra i candidati a sedere sulla panchina della Roma “americana”, che per il rinnovamento aveva preso in considerazione  un allenatore giovane. Baldini e Sabatini avevano pensato a lui e Pioli ma poi la società giallorossa optò per Luis Enrique. Cremonese ed Empoli le due successive esperienze, e sulla panchina toscana, ripete i brillanti risultati di Sarri. “Abbiamo fatto insieme il corso a Coverciano e abbiamo idee comuni sul calcio. Un amico e un collega che stimo tantissimo, con un grandissimo culto del lavoro, e principi che sono riferiti più alla palla che all’uomo. “Lo stage che ho fatto al Barcellona è stata un’esperienza che mi ha fatto vedere il calcio da un’altra prospettiva. Giocarsela con tutti non essere passivi, organizzando la squadra collettivamente”. Sacchi definì Giampaolo il più bravo tra i giovani allenatori e Allegri aggiungeva che in Italia c’erano solo tre allenatori migliori di lui: Conte, Mazzarri e Giampaolo. Lui l’allenatore che stima di più è Pep Guardiola. Riguardo Oddo? “Mi piace, trasmette convinzione e autostima ai suoi giocatori. Ha la mentalità vincente e sa trasmetterla alla squadra, e la sua esperienza di calciatore è un valore aggiunto”.

A Empoli ha ottenuto risultati impensabili, aiutato da giocatori che l’hanno seguito mettendosi tutti al servizio della squadra e delle sue idee di allenatore. Grande è stato l’apporto della società che ha tutelato e sostenuto le sue scelte. Prima dell’approdo a Genova, un’altra vicenda kafkiana. Il Milan è alle prese con la guida tecnica. Giampaolo che ha appena lasciato l’Empoli suscita le attenzioni di Galliani, mentre Berlusconi gradirebbe Brocchi. Un altro nome è quello di Garcia. Un sondaggio con ex giocatori rossoneri, vede la gran parte esprimersi per Giampaolo, che ancora una volta deve fare un passo indietro.  Sulla panchina rossonera siederà Vincenzo Montella, sostituito, guarda la coincidenza, da Giampaolo in quella blucerchiata.